L'Adriatico è un giacimento di tutti. Non per Ombrina di ferro. Largo allo sviluppo sostenibile!

La vicenda della petrolizzazione in Abruzzo ha innescato un sentimento di forte contrarietà e portato alla creazione di movimenti di opinione. La Giunta regionale ha assunto su di sé tali preoccupazioni, esercitando  fin da subito una intensa attività, sia sul piano amministrativo che su quello delle sinergie istituzionali. L'argomento dello sviluppo sostenibile del mare blu coinvolge infatti anche le regioni Molise, Marche, Puglia, Calabria e Basilicata.

Con la delibera di Giunta regionale n. 490 del 25/07/2014 "Ombrina mare 2", il Governo D'Alfonso esprime il proprio indirizzo di contrasto all'attività petrolifera.

Quindi la Regione Abruzzo si fa prima firmataria del ricorso alla Corte Costituzionale contro l'art. 38 dello "Sblocca Italia" che riportava in capo al Governo nazionale le decisioni sulle attività di perforazione.

Con gli incontri di Termoli (24/07/2015) e di Bari (18/09/2015) le sei regioni del Centro Sud procedono per la indizione del referendum popolare e per l'approvazione, nei relativi Consigli regionali, della soluzione referendaria.

Il 29/01/2016 con la comunicazione n. 2457, il Direttore generale del MiSE per la sicurezza dell'approvvigionamento e le infrastrutture energetiche, dispone il rigetto dell'istanza di concessione di coltivazione presentata dalla società RockHopper Italia Spa per interferenza con i divieti previsti dalla vigente normativa ambientale. Sul B.U.I.G. anno LX n. 1 del 31/01/2016 è pubblicato il rigetto dell'istanza.